IL SUMMIT DI CARNEVALE

Un pranzo.
Per sancire una tregua, un’alleanza, una spartizione.
Ma non è Pasqua e non c’è l’agnello sacrificale.
O meglio, non dovrebbe esserci...

Virus Teatrali | Teatro Rostocco | Te.Co.
"IL SUMMIT DI CARNEVALE"
 
testo | regia
GIOVANNI MEOLA
 
cast
LUIGI CREDENDINO
FERDINANDO SMALDONE
ALESSANDRO PALLADINO
 
scene
FLAVIANO BARBARISI | ANNA SENO

costumi
ANNALISA CIARAMELLA
ass.te alla regia
SERENA RUSSO
 
durata | 65’
debutto | Novembre 2014
testo sottoposto a tutela SIAE

note dell'autore
Il ‘giuoco delle parti’, sempre quello.
Crudo, crudele, estremamente paradossale, antico e moderno.
 
In terra di conquista e spartizione, due uomini di potere, Marione e Giuseppone, sono il Potere e si sfidano da anni.
Uccidendo, sgominando, tendendo trappole.
Ma gli anni passano e sfidarsi è sempre più pericoloso 
e così, ecco un pranzo di riconciliazione tra le due famiglie.
Perché oggi tutto si fa in grande e uno più uno non fa due ma molto di più se si mette da parte la vendetta e si pensa agli affari.
Marione e Giuseppone la pensano così: hanno bisogno di sancire questa tregua, di sancire questa alleanza, di sancire un potere maggiorato e moltiplicato.
 
Ma il ‘giuoco delle parti’ si annida ovunque: i due boss pranzeranno bene, rutteranno bene e verranno serviti bene.
Ma quando a servire è…Arlecchino, tutto può succedere.
Anche che il ragazzo Elia, quello con un nome da femmina perché finisce con la lettera ‘a’, si chiami in realtà…
 
Il cinismo è divertente, fa anche ridere, ma quando due boss si sfidano immaginando di avere a portata di mano lo scacco al re, senza accorgersi di non avere nemmeno più la scacchiera su cui giocare, il divertente diventa tragico e a ridere resta solo chi rimane in piedi, l’ultimo, quello crudo, quello crudele, quello paradossale.
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Questo spettacolo rappresenta il primo incontro produttivo tra tre realtà indipendenti e assai combattive del teatro campano: Virus Teatrali, Teatro Rostocco e Te.Co. (Teatro Di Contrabbando).

estratti Rassegna Stampa
“Un testo provocatorio che, muovendosi sul filo del rasoio tra farsa e tragedia, permette ai tre interpreti di dare un saggio incisivo delle proprie doti attoriali, magnetizzando l’attenzione del pubblico.
Meola è artefice di uno scenario particolare, post-gomorra.
Conserva realismo e denuncia del film-libro best-seller ma va oltre, mostrando l’assurdo, il surreale, l’aspetto carnevalesco che si nasconde dietro la malavita e le loro maschere.
Scopre quel gioco inverosimile, potente e misero, di marionette che presumono di tenere in mano le fila del mondo.”
(Il Roma)
 
“Il Summit Di Carnevale è un piccolo miracolo teatrale che rappresenta, utilizzando un registro cinico e paradostico, il gioco di potere della Camorra attraverso un pranzo che naturalmente non sarà quello che dovrebbe.
Analisi grottesca di quel mondo, il risultato è un lavoro imperdibile, dotato di ritmo e sobrietà, che scava nella tradizione napoletana per mettere in scena una Gomorra più che mai attuale.
Meola è abile nel trattare con leggerezza un argomento così scottante, puntando sull’imprevedibilità del plot e sulla fisicità dei suoi attori.
Alla fine non solo non delude ma, anzi, riscatta una scena teatrale napoletana sempre più discontinua.”
(C’è Vita su Marte)

“La rappresentazione de Il Summit Di Carnevale si inserisce come vero e proprio spaccato di una realtà esistente e troppe poche volte portata in scena a teatro con così grande bravura, senza mai essere scontato o dare la sensazione di ‘qualcosa di già visto’.
Grazie al realismo e al ritmo incalzante dei dialoghi, alla musica che segna la gestualità degli attori come un metronomo, alla tensione dei volti, lo spettacolo è messa in scena di un male che a volte non è poi così banale, e che propone un finale sospeso, un non visto solo immaginato.
Un finale che non conosceremo.”
(Eroica Fenice)
 
“Lo spettacolo mira ad una rappresentazione paradossale dei fatti, creando atmosfere verosimili declinate però in modo da esaltarne gli aspetti ridicoli e irrazionali.
La platea ha risposto molto positivamente confermando la capacità del drammaturgo di affrontare tematiche di facile demagogia senza incorrere in banalità e sospendendo l’azione in perpetuo equilibrio tra ironia e tragedia.
Ancora una volta, Meola appassiona col suo teatro civile, che offre uno sguardo lucido ed insieme sarcastico sulla nostra società, la cui resa grottesca è il miglior antidoto ad una certa mitizzazione in stile Gomorra.”
(Quarta Parete)
 
“Il ribaltamento è dietro l’angolo e il mondo alla rovescia, topos carnascialesco per eccellenza, diventa il filo narrativo che si snoderà fino alla fine dello spettacolo.
Il testo di Meola si presenta accattivante, con la consapevolezza di toccare il riso e il tragico: poche cose addolorano, infatti, come la rappreentazione materiale di coloro che fanno scempio delle nostre vite ridendoci su, mangiandone.
Rendere in maniera leggera argomenti spinosi dà al pubblico la possibilità di sorridere ma anche di osservare l’immagine riflessa del nostro tempo in cui siamo, a nostra insaputa perlopiù, una sorta di portata principale del pranzo dei vari Marione e Giuseppone, protagonisti della pièce.
Ma il rovesciamento dei ruoli fa sì che anche questo legame col pubblico venga ribaltato e che da vittime, in qualche modo, si possa trovare una vendetta. Ma qui siamo su un palcoscenico e con un finale paradossale.
Se poi sia comico o tragico è scelta che spetta al pubblico.”
(Il Mondo di Suk)
 
“Alla prima de Il Summit Di Carnevale sembrava quasi che la passione si toccasse con mano, che il talento abbagliasse gli occhi, perché gli attori in scena erano autentici, convinti, senza sbavature.
La mimica che sfidava il ridicolo rimandava alle ritmiche metodiche imposte dalla moda dei nostri tempi, come in Tempi Moderni di Chaplin.
Luigi Credendino è un trascinatore convinto e assieme ai suoi colleghi di scena, gli altrettanto ottimi Smaldone e Palladino, hanno entusiasmato e divertito il pubblico con questa surreale storia dove due capi camorra cercano di unire le loro famiglie per prevalere sugli altri clan, finendo però vittime di chi non consideravano all’altezza di nuocere.”
(Teatro Cult)
 
“Un’analisi del mondo malavitoso che, come già fatto in passato dal regista in altri suoi lavori, si districa attraverso il simbolo e il non detto e nel quale un incontro tra boss ad alti livelli, nella sua estetica, ricorda le maschere carnevalesche, grottesche e comiche nei gesti e nelle parole, ma inquietanti nella loro fisicità alterata.
Il Summit Di Carnevale è uno spettacolo intenso e mai scontato che si arricchisce di spessore e vitalità grazie all’interpretazione eccelsa dei suoi tre interpreti, abili nel caratterizzare personaggi che suscitano ilarità nella loro spietata crudeltà.
Un testo che vede nuovamente Meola trattare di argomenti a lui prediletti, quali appunto il mondo della malavita e l’umanità grottesca che lo abita, con toni imprevedibili e mai telefonati.”
(Il Levante)
 
“I livelli di significato di cui si riempie lo spettacolo risultano in continua espansione, a partire dalle parole messe in bocca ai due boss; e l’accrescitivo altisonante dei loro stessi nomi conferisce loro un’autorità fintamente solenne, in realtà ridicola. Estrema la cura nei dettagli, a partire dai costumi, appositamente insozzati come metafora degli affari di losca natura dei protagonisti. Il Summit Di Carnevale conferma l’abilità di Meola di saper far fruttare la materia quotidiana trasferendola su palco, dove diventa spettacolo realistico e al contempo esemplare, spogliandolo di prevedibilità e regalando al pubblico ciò che cerca, essere stupito.”
(Spaccanapoli online)
 
Foto di Scena
Brochure (fronte/retro)
Foto 'toon' di scena